Una pubblicazione inedita, sponsorizzata dalla biblioteca comunale in collaborazione con la Bdt di Caponago Young… dalle menti dei bambini una storia per tutti…e anche il video

DUE AMICHE SCONOSCIUTE

Questo è un racconto inventato dai bambini della Banca del Tempo di Caponago, durante un laboratorio teatrale.

Leggi l’articolo e scarica il libro ….

Quel pomeriggio hanno iniziato per gioco ad immaginare e fantasticare di storie di alieni ed extraterrestri, tutti si appassionavano e ognuno aggiungeva il proprio pezzettino a questa storia che a prima vista poteva sembrare solamente semplice e fantasiosa.

Nel frattempo prendevo nota di quello che usciva dalle loro magnifiche testoline, e ascoltandoli man mano, mi sono accorta che stava prendendo forma qualcosa che trovava molti riscontri nella nostra attualità.

Così gli alieni che partono da un pianeta ostile con la loro navicella spaziale per attraversare lo spazio alla ricerca di un nuovo pianeta più accogliente, non assomigliano ai migranti che scappano dalla terra perché la guerra li sta sterminando e attraversano il mare sul barcone per cercare di arrivare in Europa?

E il bullo BUXUR che li rapisce, non è lo scafista che vuole molti soldi per il viaggio?

Tropolix che cade sulla terra senza i genitori, non ricorda i tanti troppi bimbi che durante questo viaggio della speranza cadono in mare e arrivano soli sulla spiaggia, stremati e impauriti?

E ancora, i ragazzi che vedono Tropolix e la cacciano perché diversa da loro, è quello che succede ai migranti che sbarcano e trovano ostilità nei loro confronti, così cercano di scappare per la paura.

Poi i bambini hanno voluto “inventare” Petsilia, la loro grande speranza, una bambina che non ha paura della diversità, che aiuta chi soffre e cerca di fare di tutto per far integrare i nuovi arrivati e far capire che se lo vorremo non saremo più sconosciuti, ma potremo vivere tutti insieme con le nostre diversità.

E’ per questo che abbiamo voluto mettere in scena questa storia, anche se con molte difficoltà, perché la dovevamo noi adulti a tutti loro, prima di tutto perché sono i veri autori di questo racconto, ma soprattutto per ringraziarli per averci fatto capire attraverso un semplice gioco, che i bambini ci ascoltano non raccontano storie inventate solo per puro divertimento, ma sfruttano la fantasia e il loro cuore per mandarci dei messaggi chiari e nitidi, e solo se sapremo ascoltarli potremo veramente fare qualcosa di concreto per aiutarli a costruire un mondo migliore.

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