Le serate dedicate alla montagna, con Giorgio che ci fa da cicerone illustrandoci lati umani e pratici e di una sua passione che vuole condividere con noi, continuano.

Lui che in montagna ci va anche quando fa freddo, ci può preparare ad affrontarla ancora meglio nei periodi estivi.

Nelle sue serate molto particolare e molto affascinante è il suo approccio al tema, che viene affrontato da diversi punti di vista, come ad esempio quello della “paura” che alcune persone sentono nell’avvicinarsi alle vette o percorrendo stretti sentieri e ciò che possiamo incontrare dentro di noi in quello che non è solo un percorso fisico ma interiore appunto. Il cammino diventa quindi metafora e proiezione di un viaggio nelle  nostre paure o al contrario immersione gioiosa nelle nostre origini ritrovate lontano dallo spazio alienante delle nostre città anche quando non prive di fascino.

La natura è “benigna e matrigna” al tempo stesso e queste componenti risuonano in ognuno di noi in modo diverso. Non abbiamo ancora parlato di come andare in montagna, ma degli aspetti simbolici, perché ognuno possa valutare le potenzialità del cammino che porta l’uomo dalla terra al cielo in questo movimento ascensionale, a volte ascetico o catartico,ma a volte solo pieno di stupita osservazione o allegria. “La vetta” è conquista per tutti,sia per i puri amanti della montagna sia per i neofiti  utilitaristi che sogneranno funghi e polenta o panna con mirtilli come premio per tanta fatica per arrivare finalmente al rifugio!

Quindi seguiteci sulla nostra pagina internet per sapere quando ci sarà il prossimo incontro, Vi Aspettiamo, bambini o seriamente attempati, per aiutarvii a leggere la bellezza del cammino: dell’unione tra terra e cielo che per un attimo sentiamo di poter percepire tra il contatto con  le forze telluriche sotto i nostri piedi ed il nostro viso che il vento fende quasi a dirci che avvicinarsi al cielo è un privilegio ed un atto sacro con tutto il rispetto e ciò che questo comporta.

Ester

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